SULLE TRACCE DEI NOSTRI SOGNI: comunicare con sé stessi e con gli altri attraverso il sogno

SABATO 21  APRILE (15.30 – 18.30)

L’evento che proponiamo vuole essere un invito a guardare al sogno,  come ad particolare forma di comunicazione piuttosto che un’ esperienza personale e privata, che seppure si manifesta con linguaggi e  forme sui generis, può essere  compresa e condivisa con e attraverso gli altri,  nel suo valore di messaggio comunicativo.

E’ proprio partendo da quelle tracce, quei segni che il sogno lascia in noi impressi, che possiamo scoprire e costruire possibili percorsi di senso e significato.

Permettere ai nostri sogni di “entrare in gioco”,  vuol dire instaurare un dialogo con noi stessi  e con gli altri, riconoscendo quanto profondamente siamo legati alle relazioni e alla realtà di cui facciamo parte.

Se vuoi saperne di pìù leggi l’articolo: Il SOGNO NELLO PSICODRAMMA

L’incontro si svolgerà nella giornata di sabato 21 aprile 2012 dalle 15.30 alle 18.30 in un gruppo protetto condotto da due psicologhe psicoterapeute, presso la sede  ‘CENTRO LINFA’, via Astura, 2 –  scala D int 5 ROMA (FERMATA METRO A, RE DI ROMA).  Guarda mappa.  La quota di partecipazione all’evento è di 25 Euro.

Per info e contatti:

Dott.ssa Raffaella Grassi; cell.338/5707818 mail: raffaellagrassi@virgilio.it
Dott.ssa Rita Maggini; cell.333/9220776 mail: rita.maggini70@alice.it
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Grazie per aver “giocato” insieme a noi…!

Martedì dela scorsa settimana si è concluso il ciclo dei 4 incontri  di gruppo “A che gioco giochiamo?” . Volevamo ringraziare tutti coloro che hanno camminato insieme a noi in questa strada regalandoci emozioni nuove e  forti.

I nostri compagni di viaggio, con grande generosità, hanno condiviso quello che ritenevano essere “segreto” ed “irremovibile” e  l’hanno reso parte del gruppo entrando nel “gioco”, contribuendo così – come se si fosse in un  circuito magico –  a rispecchiarci e restituirci  tante parti di noi conosciute e sconosciute,  in modo armonico e integrato.

Le loro emozioni erano le nostre o per meglio dire del gruppo!  Ci siamo veramente  somigliati un po’ tutti quanti, pur rimanendo unici …

 Con la voglia, l’entusiasmo e la speranza  di fare nuovi “viaggi” insieme a voi tutti (e ai nuovi che verranno)   vi salutiamo con affetto!

 

Alla prossima

 

Raffaella e Rita

 

 

Giochi di ruolo

Il ruolo è la forma operativa che l’individuo assume come risposta ad una determinata situazione
Jacob Levy Moreno

giochi di ruolo (chiamati in inglese  role-playing) sono una delle tecniche  più usate e conosciute nell’ambito della formazione. La loro origine risiede nello psicodramma moreniano.

La differenza sostanziale  che intercorre con lo psicdramma è, che mentre in quest’ultimo si recitano aspetti personali, nei giochi di ruolo si mettono in “scena” ruoli organizzativi o sociali in genere. Tutto ciò avviene in una situazione protetta e di laboratorio, dove sono  previste  la presenza di un conduttore/formatore, di uno o più attori e di altre persone che fungono da osservatori.E’ importante precisare che l’uso dei  GIOCHI DI RUOLO nella formazione cerca di coniugare l’acquisizione di competenze relazionali   (saper essere[1]) a competenze specifiche e tecniche di un preciso  profilo professionale (saper fare[2])

Esistono diverse  tipologie  di giochi di ruolo nell’ambito della formazione:

  • LIBERO: si definiscono con precisione  solo i ruoli e il contesto, lasciando la massima  libertà  agli attori nella gestione dell’interazione comunicativa. Questo tipo di role playing si usa, generalmente, quando si è interessati a sondare gli aspetti più personali delle interpretazioni dei ruoli.
  • SEMI-STRUTTURATO: si definisce appena il nodo problematico, si indica, invece, in modo dettagliato il contesto e la situazione psicologica dei ruoli giocati
  • STRUTTURATO: si differenzia da quello semistrutturato nella redazione del copione che prevede anche le indicazioni relative a cosa deve essere detto e fatto nel dettaglio. Questa tipologia di role playing è usata nei casi in cui l’apprendimento riguarda un ruolo interattivo per il quale sono previste linee guida piuttosto rigide e  predefinite.

Da queste distinzioni si intuisce quanto risulti importante  il  compito  del conduttore che  a seconda degli obiettivi dovrà impostare un livello ottimale di strutturazione del gioco.

PRINCIPALI CONTESTI IN CUI  VENGONO UTILIZZATI I GIOCHI DI RUOLO:

  • Formazione del personale: per l’addestramento o preparazione ad uno specifico ruolo professionale.
  • Test di selezione: in tutte quelle situazioni in cui si deve selezionare un candidato per una posizione lavorativa. i giochi di ruolo, in tali casi, permettono lo sviluppo e l’approfondimento  di situazioni realistiche, nelle  quali il candidato mostra, oltre alle sue competenze verbali, anche quelle comportamentali.
  • Metodologia di animazione pedagogica: In tutte le situazioni scolastiche. Si è visto, infatti,  che i giochi di ruolo possono essere  estesi a quasi tutte le materie di studio. Esempi di  di “animazione pedagogica” potrebbero  essere: far parlare un monumento storico, un edificio della città, una piazza; interpretare elementi della natura, far rappresentare una fiaba o un avvenimento storico dagli scolari.

NOTA:1 Per “SAPER ESSERE” si intendono gli atteggiamenti, la presa di coscienza del proprio modo di essere, del proprio carattere, quale risorsa importante da investire nello svolgimento della propria attività e in generale nella propria vita, la capacità di “essere” con gli altri, quindi tutto ciò che riguarda la relazione e la comunicazione.

NOTA:2 Il “SAPERE” riguarda le conoscenze teoriche che si possono acquisire a partire dai percorsi scolastici e di aggiornamento ed arricchire con la propria esperienza professionale diretta.
Sono tutti quei concetti ed informazioni che portano, o possono portare, al “SAPER FARE”. Entrambi, “sapere” e “saper fare”, sottintendono un costante impegno teorico/pratico e si pongono il problema di come utilizzare ciò che si è appreso e che si intende mettere in pratica